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Il Peccato

3 febbraio 2009 ore 20:30 - Teatro Gobetti, Torino

 

 

Spettacolo in due atti liberamente tratti da “Se questo e’ un uomo” di Primo Levi, “Zio Arturo” di Horowitz, “Terrore e miseria nel Terzo Reich” di Bertolt Brecht, “Dio Kurt” di Moravia

 

peccato

 

All’inizio e’ prevista una introduzione per spiegare bene lo spettacolo ai ragazzi.
Lo spettacolo parla dell’olocausto visto da un’angolazione particolare.

Nel primo atto l’assemblaggio, logico e coerente, di brani tratti da autori che si sono occupati di questo argomento, ci mettono a conoscenza delle condizioni di vita nella Germania durante il periodo nazista: le prime imposizioni, i sospetti, le spiate, tutto intervallato dall’invettiva che Primo Levi lancia in “se questo é un uomo” e da canzoni dell’epoca. Si arriverà all’inevitabile epilogo, dettato da una macchina lucida e perversa, il nazismo. I protagonisti di questo oscuro e drammatico mondo verranno presi dalle SS e deportati.
Tutto si svolgerà in maniera assolutamente aderente a quella che era la realtà dell’epoca, gli attori indosseranno le divise dei deportati e abbandoneranno il loro bagaglio, sotto il perentorio ordine dei soldati in divisa nazista.
Nel secondo atto (liberamente tratto da “Dio Kurt” di Alberto Moravia) i protagonisti sono gia’ nel campo di concentramento in cui comanda il generale Kurt, spietato interprete delle leggi naziste, allucinato cervello, pronto ad attuare i più crudeli esperimenti, onde dimostrare la supremazia nazista. I deportati saranno costretti ad assistere alla delirante idea del comandante che vuole mettere in scena “l’Edipo Re” di Sofocle , tragedia nella quale il protagonista, Edipo, si sposerà con la madre e ucciderà il padre, all’oscuro del fatto che siano i suoi genitori. Kurt vuole mettere in scena questa grande pagina del teatro greco con i deportati del campo, ma rendendo reali nei minimi particolari tutti i fatti; attraverso questo pretesto Kurt vuole rendere noto il “peccato” commesso dagli ebrei e affermare definitivamente quanto quel popolo non abbia diritto a vivere, insomma il vero “peccato” per il popolo ebreo, secondo lui, é di esistere! I risvolti saranno agghiaccianti e lasceranno i presenti sgomenti .
Lo spettacolo vuole essere una vera e propria denuncia dei fatti, restituendo un’immagine reale dei tempi, senza nulla togliere all’evento spettacolare, che vuole momenti di suggestione, sfumature, emozioni, cura dei costumi e delle musiche.
Lo spettatore si troverà, non in un teatro davanti ad uno spettacolo, ma dentro a quella storia, che é e rimane la più orribile pagina vissuta dai nostri padri e noi dobbiamo necessariamente ricordare: “O vi si sfaccia la casa, la malattia vi impedisca, i vostri nati torcano il viso da voi” , così come ci ha lasciato scritto Primo Levi.


IN SCENA: Simonetta Baldi, Giacomo Bertola, Elio Biginelli, Roberto Billi, Vanda Cadoni, Ornella Devitis, Danilo Fanelli, Valeria Francese, Terry Giannini, Tonia Lombardo, Marlene Pietropaoli, Stefania Salvatore

REGIA: MAURIZIO MESSANA

 


 

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