La Ribalta
Regie di Maurizio Messana.
Presso Cinema Patronato San Gaetano (Via San Gaetano da Thiene, 6), Torino.
Ingresso a offerta. Ingresso libero per soci Gruppo Teatro 1, Gruppo Teatro A, Centro Formazione Attori.
Sabato 6 giugno 2026. Presso il Centro Formazione Attori (Via Balangero, 10/C, Torino).
Ore 17.00
L'appuntamento "Voci in Scena - Il canto diventa conoscenza" non è un semplice saggio, ma un viaggio straordinario nell'anima della performance teatrale e musicale. Attraverso il dinamico format della lezione-spettacolo e coinvolgenti esibizioni canore, il pubblico sarà trasportato dietro le quinte del processo creativo.
Sotto la guida magnetica della maestra Liliana Di Marco, stimata jazzista e vocal coach, l'evento svelerà come la voce possa trasformarsi da strumento musicale a potente veicolo di autoconsapevolezza ed empatia scenica. Un'esperienza formativa e appassionante, ideale per chiunque ami la magia del teatro e della musica.
Venerdì 12 giugno 2026
Ore 20.00 "La ribalta"
Saggio spettacolo del primo anno accademico che accompagna lo spettatore dalla tragedia greca ai giorni nostri, dal comico al drammatico. Una carrellata dei più noti momenti del teatro di ogni tempo, che analizza i vari stili e le dinamiche dello spettacolo nel corso dei secoli. Da Sofocle a Pasolini, da Aristofane a Campanile si rivivono i momenti più significativi del grande teatro. Vivere lo spettacolo con leggerezza e impegno al tempo stesso, tra divertimento e dramma, è la condizione necessaria per farsi avvolgere da secoli di grande prosa. Dalla risata alla profonda riflessione, il palco si trasforma in una palestra in cui la vita diventa spettacolo.
In scena: Lorenzo Becchio, Federico Bonanni, Alex Campanale, Giulio Andrea Ceci, Davide Dughera, Fabrizio Grandi, Giuseppe Magistà, Nicolò Nonnoi, Emanuela Preiti, Carlotta Ravazzotti, Riccardo Rinaldi, Ruben Spunton.
Ore 21.30 "L'amore e le sue declinazioni"
Due giovani attori si trovano per scrivere un libro sulla loro esperienza nel teatro. L’appuntamento è su un palcoscenico, quale luogo più indicato per scrivere la vita teatrale di due artisti. La memoria di tante opere rappresentate in varie città si interseca con racconti di vita vissuta, restituendo ai protagonisti un passato che diventa presente. Il ricordo prende forma, immagine, voce, ed ecco che si materializzano i momenti più vivi e significativi della loro luminosa carriera. Riappaiono davanti ai loro occhi i momenti più toccanti di “Un tram che si chiama desiderio”, l’illusione di una fragile ragazza che vive ne “Lo zoo di vetro”, la fine di un amore che agonizza nei “Tradimenti”, l’insana passione di una donna che avvolge il suo amante in un tormento infuocato di sensi e diventa “La lupa”. La memoria, per gli attori, si concretizza nel presente, con emozioni, odori, sentimenti, amori, che torneranno sempre, finché il teatro aprirà il sipario sulla vita.
In scena: Marlene Avola, Giorgia Carone, Giulia Di Biasio, Miriam Sardo Viscuglia, Valentina Scapigliati, Stefano Galani, Cristian Mino, Maurizio Petronella, Matteo D’Errico, Victor Carriere.
Sabato 13 giugno 2026
Ore 20.00 "Aspettando Godot"
In un tempo senza tempo, in un luogo che è tutti i luoghi, con il vuoto che riempie un’esistenza sospesa, aspettando qualcuno che non arriverà mai, due personaggi vivono all’ombra di un albero, che sembra voler fissare le loro esistenze in un luogo preciso, in cui l’attesa diventa pensiero e tormento. La metafora della vita diventa teatro: l’uomo consuma la sua esistenza cercando di riempire i giorni di parole, partenze, ritorni, silenzi e ancora parole! Ciò che lega i protagonisti, ed emblematicamente l’umanità, a quell’albero, a quel luogo, alla vita, è inspiegabile o forse è solo qualcuno che non verrà mai!
In scena: Stefano Aime, Alberto Dassisti, Samuele Devecchi, Mattheu Palmieri.
Ore 21.00 "Il poker della vita"
Una stanza, quattro uomini, il tavolo del poker e le carte da gioco. Questi gli ingredienti di una serata dove si gioca sul tavolo delle emozioni, delle contraddizioni, della solitudine e del disorientamento morale. Tra battute salaci e pungenti, sfuriate e storie buffe e scombinate, si svelano vite tormentate, amori negati, vuoto affettivo. L’ironia e il divertente gioco del prendersi in giro, mettono a nudo, sotto il manto della burla, della risata e della comicità, esistenze precarie, avvilimenti, rotture, disagio. Uno spaccato dei nostri tempi, quanto mai lucido e implacabile nel disegnare i contorni di una società malata, volta all’oblio di se stressa. Irrompe nelle vite dei protagonisti un sacerdote, che ascolta, intuisce, consiglia, abbracciando, con il potere della logica e del buon senso, il desiderio comune di equilibrio e di ritrovata, sincera amicizia. Si ride, si gioca e si pensa: la leggerezza mette in risalto il peso del vivere. Un finale a sorpresa ci lascia un sorriso e tante domande.
In scena: Stefano Franchi, Mattia Fusco, Andrea Gabriel Pista, Gabriele Iorfida, Jean Antoine Lazier.
Domenica 14 giugno 2026
Ore 16.00 "Il nuovo mondo"
Cosa succederebbe se l’intelligenza artificiale, i robot e la tecnologia più avanzata diventasse parte integrante del nostro vivere quotidiano, della nostra società? Cosa accadrebbe se addirittura fossero elementi essenziali per la sopravvivenza del mondo? Diventerebbe tutto molto organizzato, calcolato in modo perfetto, determinato da una logica precisa e matematica. Superare qualsiasi immaginazione, arrivando ad un mondo dove i robot e gli esseri umani convivono, è limite da non superare, è la barriera che deve necessariamente tracciare un confine ben definito tra l’uomo e la macchina. Tutto cambia se invece ci si spinge oltre l’immaginazione e si realizza una vita dove il freddo meccanismo della macchina diventa indispensabile, insostituibile, legato ad una cinica e calcolatrice coerenza economica. La volontà dell’uomo di creare altre forme di intelligenza per dimostrare capacità, forza, determinazione, diventerà una febbrile ricerca di potenza divina, che sfocerà in un meccanismo perverso, nel quale l’essere umano soccomberà, fagocitato dalle sue stesse creature! Liberamente tratto da “R.U.R” – “Rossum’s Universal Robot” di Karel Capek scritto nel 1920, è certamente un’opera illuminante, che proiettandoci in un futuro distopico, prospetta l’abbandono del sentimento e della ragione, in nome di un progresso delirante, in cui non è più contemplata alcuna forma di vera umanità.
In scena: Domiziana Aimar, Anna Ambiveri, Giulia Baldo, Sofia Depasquale, Miriana Feninno, Giulia Fiore, Ermanno Giampetruzzi, Teresa Grilletta, Andrea Levis, Federica Messana, Martina Naretto, Adriano Parrotta, André Torres.

